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Cedolare Secca Commerciale

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n° 50/E sulle locazioni di immobili a uso commerciale (negozio, categoria catastale C/1) precisa che la cedolare secca del 21% sui canoni spetta anche se l’inquilino non è una persona fisica.
L’Agenzia delle Entrate specifica quali sono i requisiti soggettivi e come l’accesso al regime della “cedolare secca” è possibile anche per le locazioni di immobili di categoria catastale C/1 stipulati con conduttori, sia persone fisiche che soggetti societari, che svolgono attività commerciale. Il locatore invece, trattandosi di contratti di locazione che verranno assoggettati a imposizione sostituiva dell’Irpef sui redditi fondiari, dovrà essere necessariamente una persona fisica che non agisce nell`esercizio dell’attività d’impresa, arti o professioni.

Il chiarimento arriva con la risoluzione n. 50/E del 17 maggio 2019 (allegata), dove si evidenzia la corretta portata applicativa del regime della cedolare secca sul reddito da locazione degli immobili ad uso commerciale introdotto dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019).  La questione era stata posta da alcune direzioni territoriali delle Entrate, che avevano rilevato una sorte di “buco” nella norma (articolo 1, comma 59, della legge 145/2018) che ha esteso  il regime della “cedolare secca” alle unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1. Nell’ambito dell’attività di consulenza giuridica la divisione contribuenti delle Entrate ha  chiarito come, proprio per le caratteristiche stesse della nuova disposizione normativa, si debba derogare alle regole ordinarie previste dal regime introdotto dall`articolo 3 del D.lgs n. 23 del 2011 che inibiscono l`accesso alla cedolare secca in presenza di conduttori che agiscono nell`esercizio di impresa o di arti e professioni (circolare n. 26/e del 1° giugno 2011).

La legge di Bilancio 2019 ha infatti esteso il regime della «cedolare secca», con l’aliquota del 21%, anche ai canoni derivanti dalla stipula dei contratti di locazione con decorrenza dal 1° gennaio 2019, aventi ad oggetto immobili destinati all’uso commerciale classificati nella categoria catastale C/1 (Negozi e botteghe) e relative pertinenze (locate congiuntamente alle unità immobiliari C/1). Tale disposizione, come si legge anche nelle schede di lettura  alla legge di Bilancio (AS 981 del 10 dicembre 2018) espressamente richiamate, interessa proprio la locazione di immobili di categoria catastale C/1, quali negozi e botteghe ovvero locali per attività commerciale di vendita o rivendita di prodotti, restando escluse, ad esempio, le locazioni di immobili ad uso uffici o studi privati (categoria catastale A/10).

Potranno pertanto accedere al regime della cedolare secca anche i contratti di locazione aventi ad oggetto immobili di categoria catastale C/1 – con superficie complessiva al netto delle eventuali pertinenze non superiore a 600 metri quadrati – stipulati con conduttori, sia persone fisiche che soggetti societari, che svolgono attività commerciale.  Non potranno usufruire della cedolare secca i contratti di locazione aventi le caratteristiche di cui sopra, nelle quale il locatore persona fisica, sia esso titolare del diritto di proprietà o di un altro diritto reale di godimento, agisca nell`esercizio dell’attività d’impresa arte o professione, così come previsto nella circolare dell’amministrazione finanziaria n. 26/E del 2011.

fonte idealista Fiaip

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